Graziella Calatroni/Anna Maria Sempre Vivo

Il cane a sei zampe

in “Graficamente”, n.4, 2011

4-5

“Il leggendario cane a sei zampe risultò vincente su oltre 4000 bozzetti giunti al concorso indetto da Eni nel 1952. Il logo fu selezionato da una giuria di artisti che contava fra l’altro il pittore Mario Sironi e l’architetto Giò Ponti (il progettista del “Pirellone” di Milano). Probabilmente fu lo stesso Enrico Mattei a insistere affinché questo simbolo, arrivato al primo posto nella categoria dedicata ai cartelloni pubblicitari, venisse scelto come marchio.

Nonostante il successo e l’ampia popolarità, l’autore dell’immagine rimase tuttavia avvolto nel mistero sino alla metà degli anni Ottanta, quando venne reso noto che si trattava di un’opera di Luigi Broggini, pittore e scultore milanese.Broggini non ammise mai la paternità dell’opera, né diede un’interpretazione ufficiale del suo significato, lasciando campo libero alle interpretazioni, che spaziavano dalle influenze nibelunghe alla mitologia africana, secondo cui più zampe indicano poteri soprannaturali.

L’interpretazione ufficiale fornita da Eni indica l’animale raffigurato come una sorta di centauro moderno, le cui se

i zampe rappresentano la somma delle quattro ruote dell’auto associate alle gambe del guidatore, unite in una sorta di simbiosi. In effetti il marchio possiede una tale forza nell’immaginario collettivo che nel corso degli anni il restyling si è limitato a piccole modifiche, necessarie unicamente a collocare meglio il logo all’interno di spazi pubblicitari.

Nel 2009 Eni, in collaborazione con il Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, ha dedicato una mostra a questo celebre simbolo presso Casa Depero.”